Avvocato Giuseppe Lipera

Patrocinante in Corte Suprema di Cassazione

Avv.Lipera



Avvocato, nato a Catania il 6 dicembre 1955, coniugato con la prof.ssa Lina, da cui ha avuto quattro figli: Pietro, Marco, Luca ed Alessandro.




Cenni su alcuni eventi più significativi


1974 – Consegue (dopo il biennio ginnasiale) la maturità presso il Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Catania, dopodichè si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza ed inizia contemporaneamente vera e propria pratica forense presso lo studio del padre Pietro, avvocato.

1980 – A 24 anni, laureatosi in Legge presso l’Università degli Studi di Catania, diviene Patrocinatore Legale e comincia a muovere i primi seri passi nella professione difendendo avanti le Preture del Distretto.

1983 – A 27 anni si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Catania.

1984 – Fonda, radunando intorno a sé alcuni giovani colleghi, l’associazione forense“Avvocatura e Progresso”, il cui principale obiettivo era l’abolizione di ogni differenza, ormai obsoleta ed anacronistica, tra la figura del Procuratore Legale (all’epoca i giovani avvocati - con pochissime differenze riguardo la competenza territoriale ed il patrocinio avanti le Corti di Appello - erano così denominati) e quella dell’Avvocato (che scomparirà definitivamente anni dopo, chissà come mai, quando sarà Ministro di Grazia e Giustizia Giovanni Maria Flick).

Conosce in quegli anni l’Avv. Franzo Grande Stevens, all’epoca Presidente del Consiglio Nazionale Forense e partecipa a vari dibattiti, promuove interventi sulla stampa, presenta istanze ai più alti livelli, entra in contatto epistolare con Nilde Iotti, Presidente della Camera dei Deputati, con Gennaro Acquaviva, Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio Bettino Craxi, e più di tutti con l’emerito Professore Giuliano Vassalli, a quel tempo Presidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica.

In meno di sei mesi la “leggina” propugnata da Lipera viene approvata dal Parlamento: “Avvocatura e Progresso” aveva così realizzato il suo scopo perché da quel momento i Procuratori Legali potevano difendere anche in Corte di Appello.

1985 – Occupandosi della difesa di un innocente Maresciallo dei Carabinieri (Luigi Martino, il quale verrà assolto con formula pienissima dalla Corte di Appello di Torino e sarà fra i primi in Italia ad avere riconosciuto l’indennizzo per ingiusta detenzione), nei cui confronti era stato emesso un ordine di cattura, per mafia e altro, dai Magistrati di Torino, nell’ambito di un mega-blitz con oltre 300 arresti (fra cui magistrati di Catania, ufficiali dei carabinieri e altri uomini delle Istituzioni), il giovane avvocato Lipera si imbatte duramente con la drammatica ed ingiusta realtà giudiziaria (che ancora non conosceva, nonostante quasi dieci anni di attività forense già maturata, ma prevalentemente nel settore civile) costituita dal fenomeno spregiudicato di acquisizione e valutazione della prova chiamato pentitismo e dai maxi processi.

In quell’anno, ha modo di incontrare il brillante ed indimenticabile personaggio televisivo Enzo Tortora, accusato dai “pentiti” ed imputato nel tristemente noto maxi processo di Napoli; con Lui instaura da subito un rapporto di stretta e disinteressata amicizia.

Il 7 dicembre, “Avvocatura e Progresso” organizza a Catania un convegno sulla Giustizia a cui parteciperanno, tra gli altri, Mauro Mellini, Enzo Trantino, Anna Finocchiaro (all’epoca giovane P.M.), Claudio Poletti, consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano, ed ovviamente Enzo Tortora, in quel momento euro-parlamentare in carica.

L’aula del Palazzo di Giustizia, ove si celebra la manifestazione, viene letteralmente assaltata da migliaia di persone che vogliono ascoltare Tortora ed esprimergli la loro più sincera solidarietà.

L’amicizia tra Peppino Lipera ed Enzo Tortora, nel periodo in cui Enzo veniva abbandonato da tutti quanti lo avevano conosciuto negli anni dei suoi successi mediatici, si rinsalda fortemente.

1986 - “Il tempo è galantuomo e la verità è figlia del tempo .

Tortora viene assolto con formula piena da tutte le accuse e con estremo tempismo Marco Pannella organizza una tournée in Sicilia con il noto presentatore, tenendo comizi in tutte le maggiori città dell’Isola, indicandolo come prova vivente delle storture del “pentitismo”.

Il 27 settembre Lipera scrive un articolo, che verrà pubblicato sulla intera terza pagina del quotidiano “La Sicilia”:

Un ricordo di Piero Calamandrei a trent’anni dalla scomparsa

IL PROFETA DEL DIRITTO

I problemi che attanagliano oggi la Giustizia erano stati segnalati ed esaminati oltre cinquant’anni fa dall’illustre giurista fiorentino.


1987 – Indimenticabile per Lipera l’incontro con il famosissimo Leonardo Sciascia, che proprio in quel periodo aveva l’ardimento di esporre per iscritto le sue critiche teorie, dalle prime pagine del Corriere della Sera, su “i professionisti dell’antimafia”.

Il 16 aprile Lipera butta giù un pezzo quasi premonitore intitolato

Dare alla città un Sindaco eletto direttamente dal popolo”.

1991 – Il 5 febbraio Lipera fonda il “Movimento Popolare Catanese”, ispirandosi al noto pro sindaco socialista catanese degli inizi del novecento, ancor oggi a Catania ricordato con genuino rimpianto, che fu Giuseppe De Felice Giuffrida – integerrimo e puro idealista, propugnatore del superamento delle sterili contrapposizioni ideologiche nell’atto di amministrare le città - che fra le tante cose che fece, notte tempo, “inventò” il panificio municipale, impiegando gli operai della manutenzione strade, e obbligando in pratica i panettieri dell’epoca ad abbassare il prezzo del pane, che per i più poveri era divenuto proibitivo.

In oltre due anni di attività del MPC, quasi tutti i maggiori personaggi politici della Città parteciperanno come relatori, e per rispondere alle domande di gente comune, agli incontri settimanali che verranno chiamati il “venerdì del catanese”.

Nel mese di agosto Lipera con i volontari del suo MPC organizza a Catania un mese di spettacoli; la manifestazione di beneficenza verrà chiamataPer Non Dimenticare(il ricavato verrà donato alla famiglia di Agostino Catalano, uno dei poliziotti di scorta di Borsellino) e vi parteciperanno fra gli altri Gino Paoli, Gianni Bella, Miranda Martino, Ivan Graziani, Romano Mussolini, Marco Ferradini, Viola Valentino, Luciana Turina, ecc.ecc..

1993 - Il 3 luglio muore l’amato padre, l’avvocato Pietro, e dal quel momento purtroppo il Movimento Popolare Catanese chiuderà i battenti e anche Lipera non farà più politica, per dedicarsi interamente alla professione forense.

Seguono anni in cui Lipera ha la fortuna di affermarsi professionalmente (non manca di difendere con successo anche imprenditori e politici che vengono prima arrestati e poi puntualmente assolti), intervenendo in tantissimi processi penali.

1995 - Il 12 maggio Lipera scrive un articolo che verrà pubblicato da un giornale di Crema

Riflessione scritte aspettando di incontrare un cliente detenuto L’inferno dell’Asinara

La carcerazione preventiva è una tortura”.

Il 19 maggio a Milano partecipa ad un dibattito infuocato, sempre sul tema Giustizia, a Tele Lombardia.

Il 30 giugno è relatore assai appassionato in un convegno a Varese su “Le libertà del cittadino tra giustizia e politica” insieme a Tiziana Maiolo, Agostino Viviani, Gaetano Pecorella, Guido Podestà e Domenico Contestabile, mentre a Milano è invitato a partecipare alla commemorazione della morte di Enzo Tortora insieme a Lorenzo Strik Lievers e la senatrice Francesca Scopelliti, vedova di Tortora.

Duro l’intervento di Lipera - contro i PP.MM., che in Italia hanno arrestato anche la Madonna (chi non ricorda il caso di Civitavecchia) - che cita pagine scritte da Piero Pajardi, già presidente della Corte di Appello di Milano, che descrisse i comportamenti di giovani magistrati inquirenti affetti da quel che Lui definì “sadismo sociale”.

Organizza a Catania un convegno sulle vittime della giustizia con la partecipazione di Vittorio Sgarbi.

1997 – Il 20 marzo 1997 viene iscritto all’Albo speciale degli Avvocati ammessi al Patrocinio avanti la Corte Suprema di Cassazione e alle Giurisdizioni Superiori, ma è anche l’anno (18 dicembre) in cui improvvisamente muore l’adorata madre Mimma.

2001 – Il 13 marzo trionfo in Cassazione. Difende un medico, accusato di avere curato un boss durante il periodo di latitanza, che viene assolto dalla Corte Suprema, la quale, senza rinvio, annulla la condanna di primo e secondo grado per favoreggiamento. E’ il primo precedente riguardante un simile caso, per cui viene colmato un vero e proprio vuoto giurisprudenziale (la sentenza sarà massimata ed ovviamente pubblicata e commentata in varie riviste giuridiche).

2004 – Lipera apre il secondo Studio a Roma, a due passi dal “Palazzaccio” di Piazza Cavour.

2005 - Assume la difesa del giovane gay a cui avevano tolto la patente di guida (l’Ospedale della Marina Militare di Augusta lo aveva riformato con la diagnosi “affetto da disturbi della identità sessuale” e trasmesso d’ufficio detto referto alla Motorizzazione Civile di Catania che conseguentemente aveva disposto la revisione della patente).

Lo scalpore della notizia, estremamente scandalosa, è tale che tutti i mass-media nazionali ed anche internazionali si occupano del caso.

L’avvocato Lipera, insieme al giovane imprenditore catanese, parteciperà a svariate trasmissioni televisive e fra queste a “tutte le mattine” di Maurizio Costanzo.

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E’ utopisticamente convinto che si può migliorare il Servizio Giustizia in un solo modo ovverosia cambiando in Italia il sistema di reclutamento dei Magistrati ed adeguandolo a quello adottato in Inghilterra (almeno 40 anni di età per accedere nell’Ordine).